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"Cooperare fra diversi: il sistema bibliotecario
provinciale pratese"
di Franco Neri
Direttore Biblioteca "A. Lazzerini" L'area della cooperazione è costituita dal territorio della
Provincia: 7 comuni per una popolazione complessiva di oltre 224.000
abitanti che supera tuttavia, calcolando i consistenti flussi di
recenti di immigrazione, le 234.000 unità in un'area di 365,15 kmq.
Non disponiamo di un censimento analitico di tutte le risorse
documentarie. I dati si riferiscono dunque alle biblioteche
comunali, storiche e specializzate direttamente censite, e sono
computati in relazione alle unità fisiche (l'annata per i seriali).
Il patrimonio documentario delle biblioteche scolastiche e di biblioteche
e centri documentazione afferenti ad organizzazioni sindacali, centri
studi e associazioni di categoria è in corso di rilevazione. Complessivamente
le biblioteche comunali sono dislocate in cinque comuni: Prato,
Montemurlo, Carmignano, Vaiano, Poggio a Caiano, per complessive
ca. 200.000 unità.
A queste si devono aggiungere le risorse della splendida Biblioteca
popolare "Petrarca", non comunale, gestita con le risorse del volontariato,
fondata nel 1916, con 14.000 vol.
Le biblioteche "storiche" in quanto tali sono rappresentate prevalentemente
dalla Biblioteca Roncioniana, l'Archivio storico diocesano, i nuclei
antichi del Convitto nazionale Cicognini e del Seminario Vescovile,
per ca. 95/100.000 unità.
Ma, com'è naturale, nuclei "storici" costituiscono segmenti significativi
di altre biblioteche, archivi ed enti come la Biblioteca "A. Lazzerini",
S.Niccolò, l'Archivio di Stato.
Di ricchezza notevole , e con peculiarità talora uniche addirittura
a livello nazionale, l'area delle biblioteche e dei centri di documentazione
specializzati: arte contemporanea (CID/Arti visive); storia economica
(Ist. Internazionale St. economica "F. Datini"); storia ed archivistica
(Archivio di Stato); storia postale (Istituto di studi storici postali);
documentazione scientificoambientale (Centro di scienze naturali,
Biblioteca di Scienze della Natura); musica (Biblioteca Scuola di musica);
documentazione locale (Biblioteca del'Azienda di promozione turistica);
Sport (UISP); Tempi e Spazi; Storia della Fotografia (Archivio fotografico
toscano); teatro (Fondazione Teatro Metastasio), per ca. 72.000
unità bibliografiche.
Complessivamente le risorse documentarie assommano a ca. 365.000
unità, il 45% delle quali descritto ed interrogabile nel catalogo
di rete.
Ma a questi dati dobbiamo aggiungere quell'apparente "sommerso"
che il processo di cooperazione ha fatto emergere, e che è rappresentato
da biblioteche e centri di documentazione diversificati, talora
di notevole ricchezza: le biblioteche dell'associazionismo, del
volontariato e degli enti/istituzioni impegnate nella vasta area
della documentazione sociale e sanitaria; le biblioteche ed i centri
di documentazione delle organizzazioni sindacali; la biblioteca
dell'A.S.L., per citarne solo alcune.
In tutte le biblioteche, in particolare nei centri di documentazione,
la vastità della documentazione "grigia" e del materiale bibliografico
vivo in un circuito della documentazione non commerciale, è segno
di intensità di rapporti, e di scambi con l'esterno.
La ricchezza di questi apporti - è opportuno sottolinearlo - è una
delle peculiarità del sistema pratese.
I dati relativi alle biblioteche degli istituti superiori sono in
corso di rilevazione: attualmente si può presumere una presenza
di ca. 100.000 volumi moderni in 13 istituti superiori (11 statali,
2 legalmente riconosciuti), con realtà bibliografiche significative
in talune scuole (Liceo classico "F. Cicognini", Ist. tecnico comm.
"P. Dagomari", Ist. tecnico ind. "T. Buzzi", Conservatorio di S.
Niccolò).
Tutti comuni del territorio sono inoltre coinvolti in un processo
di valorizzazione delle biblioteche della scuola di base: anche
per esse, sia pure con modalità specifiche - la prospettiva della
rete locale significa condivisione di risorse e circolazione di
saperi ed esperienze.
Il catalogo della Biblioteca comunale "A. Lazzerini" è stato il
primo ad essere visibile in Italia (maggio '96) come servizio istituzionale
della Rete civica, interrogabile con una interfaccia di ricerca
originale (EASYWEB) che permetteva l'esplorazione, in estensione
ed intensione, delle risorse bibliografiche.
La possibilità di interrogare segmenti della biblioteca (i fondi
e le sezioni) attraverso chiavi incrociate (autori, titoli, date,
soggetti, classi, etc.) faceva perdere alla biblioteca quel carattere
di indeterminatezza che sempre assume quando è concepita come raccolta
di documenti, e non come insieme stratificato di raccolte e di supporti
documentari.
Ma altre innovazioni devono essere segnalate, prima fra tutte la
capacità di rendere visibile l'informazione (e l'informazione bibliografica,
innanzitutto) dentro informazioni di altra natura, sperimentata
nella pagina sul tempo libero della rete civica pratese, e ora,
in quella Tempi e spazi curata dalla Libreria delle donne.
In questo modo le biblioteche e le documentazione divengono elemento
dinamico nel tessuto aggregativo di una collettività, e fattori
di circolazione di idee e di rapporti.
Una recentissima innovazione (febbraio 2001) nell'archivio TESP,
la possibilità di connettere il record bibliografico ad altri testi
(recensioni, interventi critici) resi così noti e fruibili, costituisce
in realtà una prospettiva metodologica di rilievo: andare oltre
l'archivio bibliografico come strumento che segnala documenti percepibili
come isolati, e valorizzare invece l'informazione come proposta
ed esplicitazione di nessi, rapporti, scambi.
Si pensi ad es. ad una futura applicazione di tale metodologia all'interno
del software EASYCAT per l'archivio BIBLIOGRAFIA PRATESE: riproduzione
di frontespizi ed indici; segnalazione integrale di recensioni a
volumi di particolare rilievo bibliografico. Un accesso all'informazione,
dunque, non solo più vasto, ma circolare, capace cioè di valorizzare
sia l'intensità e l'approfondimento, che l'estensione, i collegamenti,
la segnalazione di documenti nuovi e di nuovi luoghi della documentazione.
Cosa presentiamo oggi per quanto attiene la visibilità delle
risorse documentarie sulla rete? Innanzitutto una profonda revisione
dell'interfaccia di ricerca, l'OPAC EASYWEB adottato dal sistema
sin dal maggio 1996.
L'attuale revisione, se da un lato è debitrice a OPAC EASYWEB precedentemente
personalizzati da biblioteche universitarie (Politecnico di Milano),
valorizza attraverso una maggiore linearità della strategia di ricerca
le peculiarità ormai storiche dell'OPAC pratese: l'esplorazione
per fondi e sezioni; una didattica nell'uso dell'informazione e
del catalogo integrata sia nel disegno della maschera di interrogazione
che nella profonda riscrittura degli aiuti (Help) in linea che esplicitano
la compilazione dei campi di ricerca rispetto a usuali e prevedibili
domande dell'utenza.
Stabile è rimasta la modalità di visualizzazione, che anche nel
formato breve ("short-title") permette l'identificazione della pubblicazione.
In questo senso si è confermata la scelta di una modalità di presentazione
sintetica che tuttavia permettesse di disambiguare sufficientemente
l'informazione bibliografica, attraverso l'indicazione dell'editore,
della paginazione, della collana (se presente).
D'altra parte, altra cosa è leggere la Divina Commedia negli
Oscar o nei "Meridiani", e di questo l'utente deve essere preventivamente
informato.
L'opzione "Restringi la ricerca" si propone come particolarmente
raffinata: essa favorisce, per il ricercatore attento, l'esplorazione
in profondità; ma anche l'utente inesperto può agevolmente individuare
ad un successivo approfondimento i testi più recenti su un argomento,
o tutti quelli editi in una determinata lingua.
Nell'opzione per lingua compaiono libri albanesi; al prossimo aggiornamento
(marzo 2001) vi troveranno ospitalità testi in cinese e, successivamente,
entro l'anno pubblicazioni in lingua araba ed urdu.
Il catalogo, anche in questo caso, rispecchia il territorio di riferimento,
la ricchezza delle etnie che vi operano, e la crescente offerta
di documentazione in lingua che le biblioteche (la Biblioteca "A.Lazzerini"
innanzitutto, con i propri servizi multiculturali) offrono ai soggetti
ed alle comunità di recente immigrazione.
La ricerca nell'insieme Bibliografia pratese si presenta
come una innovazione di notevole rilievo, culturale metodologico
e bibliografico.
La consultabilità di una banca dati in cui sono presenti i fondi
locali di tre importanti biblioteche (Biblioteca "A. Lazzerini"
di Prato, Biblioteca Roncioniana, Biblioteca "Bartolomeo della Fonte"
di Montemurlo) ed i nuclei locali sinora descritti del Fondo Vannucciano
si presenta infatti come significativo strumento per la ricerca
e per processi di recupero accelerato di altri fondi locali (es.,
APT) tramite procedure di catalogazione derivata. Nella fase attuale
essa ancora presenta la cumulazione degli archivi di tali biblioteche:
ma entro l'anno in essa figureranno anche i materiali bibliografici
della Biblioteca dell'APT, i fondi locali di Poggio a Caiano, Vaiano
e Carmignano, i fondi locali della Biblioteca "Petrarca" di Vernio.
Il catalogo valorizza così le ricchezze e la specificità di ciascuna
biblioteca: le innovazioni presenti favoriscono la circolazione
dei documenti, l'esplorazione in profondità della vita e della storia
delle biblioteche e dei centri di documentazione, lo sviluppo degli
scambi e delle informazioni.
Con questo aggiornamento si accentua dunque la peculiarità del sistema
documentario pratese, e la forza di una cooperazione fra diversi
che configura un sistema in costante crescita di adesioni ed interesse.
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